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Nephtis
Chez Eros Power
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Age: 18
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Localisation: le mans

MessagePosté le: 12 Nov 2007 20:18 Répondre en citantRevenir en haut de page

bon alors j'ai besoin de m'occuper l'esprit donc j'ai cherché quelque trucs sur internet et j'ai trouvé quelque chose de fort interessant ^^
je m'en excuse d'avance si vous l'avez deja lue ' elle a été enregistré le 8/11/2007 ) Wink

et oui aussi c'est en italien , mais bon pour tout les "italienophone "( Embarassed Embarassed je sais plus comment on dit !!! )qu'il y a sur ce forum , ca ne devrait pas poser de probleme et pour les autres , moi qui suis une adepte , je leur conseille les traducteurs d'internet qui sont pas si mal que ça!!



Sembra incredibile, ma sono già passati 25 anni dal giorno in cui, timidamente, Eros Ramazzotti si è affacciato sulla scena del pop. La doppia antologia con la quale festeggia la ricorrenza è una sorta di «hall of fame» personale, nella quale grandi artisti e produttori di tutto il mondo si sono presi cura dei suoi classici. Eros, di fatto, è oggi una stella planetaria, tanto che può permettersi pure di non essere contento dei suoi prestigiosi ospiti. «Santana ha sbagliato l’approccio a “Fuoco nel fuoco”» confida a Sorrisi. «Non ha capito che cosa gli chiedevamo. Avrebbe dovuto buttare via la versione originale del pezzo e ricostruirlo da zero, come ha fatto Steve Vai in “Dove c’è musica”. Invece abbiamo dovuto perfino tagliare alcune sue parti, perché sovrastavano la mia voce».
Quanto ha speso per realizzare questo disco?
«850.000 euro. È moltissimo, per un “best”».
Chi glielo fa fare, di spendere tutti questi soldi?
«Da me ci si aspetta sempre qualcosa di più. E io non sono il tipo furbetto che fa un disco solo per spillare soldi alla gente. Non ho mai preso in giro il pubblico».
«L’Aurora» riarrangiata da Wyclef Jean in versone reggae è un azzardo, lo ammetta.
«Invece magari è la chiave del mio futuro. Escludo di finire a fare rap, ma per il resto chissà. In fondo ragazzi oggi non fanno distinzioni, ascoltano di tutto».
Sua figlia Aurora che cosa ascolta?
«È pazza di “High School Musical”».
L’avete mai guardato insieme in tv?
«Certo, anche se non è che io ne capisca tanto. I protagonisti però sono ragazzi di talento. C’è un motivo per cui stanno in tv, insomma».
Aurora che tipo è?
«È figlia mia e di Michelle Hunziker, gente matta di spettacolo».
Ad Aurora ha dedicato «Ci parliamo da grandi», uno dei quattro inediti della raccolta, nel quale prefigura il momento in cui sua figlia se ne andrà di casa.
«La canzone anticipa un momento che temo molto».
Lei è un padre geloso?
«Sono un padre italiano. Provo a essere moderno, ragionevole, ma so già che se un giorno Aurora mi porterà a casa un tipo che non mi piace, io ci starò male».
Dei suoi 25 anni di carriera quale cancellerebbe?
«Direi nessuno. Ma il 2002 è stato un inferno».
È l’anno della scomparsa di sua madre Raffaella e della separazione da Michelle.
«Già. Eppure anche dal 2002 ho imparato qualcosa».
Per esempio?
«Il dolore devi saperlo tenere lì, dentro il cuore. Se lo metti in circolazione inquina tutto il resto ed è la fine».
Ne è uscito indenne?
«Ho un carattere forte. Altrimenti non sarei vivo».
Oggi è felice?
«Nessuno può esserlo tutti i giorni. Ma adesso sto meglio e certi giorni sì, sono felice».
Buona parte del pubblico non si è accorta di nulla.
«Ho fatto un passo indietro. Del resto non ho scelto questo mestiere per farmi riconoscere dalla gente. Molti artisti vivono per andare in televisione».
È l’aspirazione di molte ragazzine come Aurora.
«Già. Tu puoi mettercela tutta, per insegnare che cosa è importante e che cosa no. Ma poi, alla fine, sta a loro».
Si sente un buon padre?
«Sì. Mi guardo intorno e vedo tanti genitori che se ne infischiano dei figli. Ed è un crimine, perché l’unica cosa che conta per i ragazzi è l’amore del papà e della mamma».
Lei è stato un figlio amato?
«L’amore di mia madre è la cosa che mi manca di più, ma anche la cosa più preziosa che mi resta».
La storia si complica, se i genitori sono separati.
«Parlo tanto sia con Aurora, sia con Michelle. Possiamo essere buoni genitori anche se non ci amiamo più».
Più?
«In una storia davvero importante certe cose non si possono cancellare. I sentimenti forti restano per sempre».
«Eros rimane la persona che mi ha dato la cosa più bella della mia vita, Aurora». L’ha detto mesi fa a Sanremo Michelle Hunziker.
«L’aveva già detto altrove».
Sì, ma lì c’erano 12 milioni di italiani a guardare.
«Appunto. Non l’avrei fatto».
Crede che fosse un modo per arruffianarsi il pubblico?
«Credo che la gente possa legittimamente pensarlo».
Lei non ha mai fatto delle dichiarazioni plateali?
«Le ho fatte con la musica. Basta ascoltare il testo di “Sono cose della vita”. Le canzoni, però, dopo un po’ diventano di tutti. E non c’è il rischio di essere fraintesi».
Lei è sincero nelle canzoni?
«Se non lo fossi, la gente se ne sarebbe accorta da tempo. Vale anche per Vasco. Lui fa il rocker, ma dentro è uno fragile, sensibile, vero. Valeva anche per Lucio Battisti».
Che è tra i suoi artisti preferiti, anche per come ha saputo sottrarsi a giornalisti e fotografi.
«Già. Lui ha deciso di sparire e nessuno l’ha più visto».
Allora si può...
«Si può. Però non dovrei essere qui a parlare con “Sorrisi”...».
E perché lo fa?
«Perché, a differenza di Battisti, ho un contratto che me lo impone. Loro mi danno dei soldi, io faccio dischi e poi li promuovo con le interviste».
Quanto manca alla scadenza del contratto?
«Due album. Ma va anche detto che quel pezzo di carta mi ha tenuto in piedi nella fase più dura della carriera. E sono grato per questo».
Impaziente di liberarsi?
«Questo sì».
Perché le pesa tanto rilasciare interviste?
«Quando sei famoso nessuno è interessato a capire chi sei veramente. Vogliono solo insinuare malignità. E così, in un attimo, ecco che Eros diventa bisex».
Hanno detto anche altro.
«Che sono gay, che bevo. Niente di vero, ovvio. Questo chiacchiericcio costante è la parte che detesto del mio lavoro, ma che devo fare? Me ne infischio finché posso, cerco di lasciarmi scivolare tutto. Non mi chiedano di fare volentieri le interviste, però».
Quasi tutti i suoi colleghi, invece, parlano bene di lei.
«Ho rispetto di tutti. E se posso dare una mano non mi tiro indietro».
Di chi si fida di più, tra loro?
«Antonacci è un fratello, anche se sostiene che butto via i soldi, perché potrei avere lo stesso successo investendo la metà nel realizzare i dischi».
Ha ragione?
«Sembrerò immodesto, ma di artisti con la mia voce ne nasce uno ogni cento anni».
Dunque?
«Dunque potrei vendere molte copie anche se spendessi meno. Ma ho troppo rispetto per il pubblico. E poi io vendo anche all’estero, lì la concorrenza è agguerrita».
Quanto sono importanti i soldi per lei?
«C’è stato un tempo in cui avevo cinque auto in garage. Poi ho avuto le mie lezioni dalla vita e ora sono contento così. Ho ridotto il mio tenore di vita dell’80% e viaggio molto al di sotto delle mie possibilità. Ho due auto, ne uso solo una... Inquino meno».
Nel suo ultimo album del 2004 c’era un brano che s’intitolava «Non ti prometto niente». Raccontava della sua incapacità di prendere sul serio un rapporto di coppia: come siamo messi, a due anni di distanza?
«Molto meglio, grazie».
In che senso?
«Sono decisamente più sereno. Ho meno paura di affrontare una donna».
Dunque, in questi anni…
«In questi anni io non ho preso sul serio nulla. Il classico ’ndo cojo cojo, tanto per intenderci. Ero spaventato, avevo sofferto troppo».
Nessuna donna l’ha più fatta vacillare?
«C’è troppa carne al fuoco. Troppe donne belle, tutte subito in vista. Troppa attenzione all’immagine, all’esteriorità. È tutto innaturale: la tv, i calendari, le pubblicità, i giornali. Per chi ha paura di prendere impegni questi anni sono un paradiso: essere superficiali è facilissimo».
Da quanto tempo non dice «Ti amo»?
«Nella mia condizione fai fatica a dirlo oppure lo dici di continuo. Quella botta non ci voleva. Ho sofferto davvero tanto per la fine del matrimonio. Avevo dato tutto».
Sembra non avere neppure speranze per il futuro.
«La mia superficialità è solo un trucco per non farmi male di nuovo, ma sono abbastanza intelligente per capire che una notte di sesso dà poco. In fondo al mio cuore me lo chiedo, se non sia il momento di cercare qualcuno a cui appoggiarmi nella vita. Qualcuno con cui invecchiare».
Oggi non c’è nessuno?
«No, nessuno. Oggi».



Y avait aussi des photos avec , mais la j'avoue que ca depasse mes competences Laughing
bisous a tous Wink
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soledad
Chez Eros Power
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Inscrit le: 12 Avr 2006
Messages: 740
Localisation: caen

MessagePosté le: 12 Nov 2007 20:33 Répondre en citantRevenir en haut de page

bon nepthis je revise vite fait et je traduis tout sa après
gro bisou sa va me remonter le morale car ma Confused Confused Confused

_________________
eros per sempre
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